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L' Emilia Romagna è una regione prevalentemente pianeggiante, adagiata tra il fiume Po, il Mare Adriatico e l’Appennino Tosco-Emiliano.
Questa regione è formata dall'unione di due regioni storiche: l'Emilia, che comprende le province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Ferrara e buona parte della provincia di Bologna, e la Romagna, con le rimanenti province di Ravenna, Rimini, [l]Forlì[/l] - Cesena e la parte orientale della provincia di Bologna, ovvero Imola e zone limitrofe.
Le aree che costituiscono l’attuale regione sono popolate fin da tempi remotissimi, ne sono testimonianza i vari ritrovamenti: il caso più famoso è quello del sito di Monte Poggiolo, presso [l]Forlì[/l], dove sono stati rinvenuti migliaia di reperti datati a circa 800.000 anni fa, a dimostrazione che la zona era già abitata nel Paleolitico.
L'identità della Romagna è sempre stata forte mentre per l'Emilia la questione è controversa. Infatti, a partire dal 568 d.C. (anno dell'arrivo dei Longobardi nella Pianura Padana) fino al 1859, questo territorio si è chiamato Lombardia (o Longobardìa, in contrapposizione a Romània, l'odierna Romagna); i suoi abitanti erano definiti lombardi.
Al momento dell'unificazione nazionale, per evitare la costituzione di un blocco lombardo troppo potente, la dinastia dei Savoia creò “ex-nihilo” cioè il concetto di "Emilia" riprendendo il nome dell'antica regione augustea. Questo comportò il cambiamento di diversi toponimi, come ad esempio, Reggio Emilia, prima dell'Unità d'Italia era chiamata semplicemente Reggio o anche Reggio di Lombardia.

L'Emilia Romagna offre ai propri ospiti anche una serie di itinerari disegnati quasi su misura, in base alle esigenze. Chi ha voglia di mare e sole, potrà così catapultarsi in Riviera, per nuotare, abbronzarsi e, magari, fare le ore piccole in discoteca tra Rimini, Riccione, [l]Milano Marittima [/l]e Cesenatico.
I fanatici della “Rossa” di Maranello (Modena) potranno optare per un salto alla galleria Ferrari con annesso museo dell’auto, mentre chi stravede per la natura, potrà scoprire le bellezze dell’Appennino, a cavallo, utilizzando le ippovie allestite tra Parma e Piacenza.
Arte, religione e storia a Bologna si fondono nella Basilica di San Petronio, una delle più belle chiese in [l]Italia[/l], che vanta un’originale facciata: metà grezza e metà rivestita di marmi. Bisogna salire 498 gradini per raggiungere, invece, la cima della Torre degli Asinelli, ma il panorama che si gode dall’alto vale lo sforzo.
Ferrara, altra città d’arte, si può girare tranquillamente in bicicletta, magari, prevedendo una sosta al castello Estense, prima di dirigersi verso Modena con due obiettivi precisi: Cattedrale e il campanile detto anche Ghirlandina.
Si potrebbe dire che in Emilia Romagna si può vedere tutta l’ [l]Italia [/l]senza muoversi..Sì, infatti nel cuore della Riviera Adriatica, è possibile ritrovarsi da una parte all’altra dello stivale in una manciata di minuti. Merito dell’ Italia in miniatura, che ospita ben 273 riproduzioni in scala dei principali monumenti del nostro “stivale” e dell’Europa. Dall’Arena di Verona alla Valle dei Templi di Agrigento, passando per la cattedrale di Saint Paul di Londra. Una vera e propria full immersion in un’altra “dimensione”, adatta a grandi e piccini, così come il Delfinario di Rimini che, oltre a un gruppo di simpatici delfini fa da cornice a un grande acquario con pesci di ogni tipo.
Poche altre regioni possono vantare figli capaci di far parlare di sé il mondo intero. Qui hanno visto la luce il compositore Giuseppe Verdi, il direttore di orchestra Arturo Toscanini, ma anche i rocker Vasco Rossi e Ligabue,e lo storico gruppo dei Nomadi; mentre per la letteratura citiamo nomi del calibro di Ludovico Ariosto, Giovanni Pascoli, Guido Guinizzelli, Pico della Mirandola, Giovannino Guareschi (il papà di due personaggi che hanno fatto la storia del cinema italiano: Don Camillo e Peppone). Nati da queste parti anche i registi Federico Fellini e Pupi Avati.

Semplicità e gusto, questo è il tandem vincente della cucina “made in Emilia Romagna”, che può contare sul famosissimo Parmigiano Reggiano e prosciutto crudo di Parma. Una regione a misura di buongustai, partendo ad esempio da Bologna per gustare la mortadella a cubetti o a fette e tagliatelle con ragù e tortellini.
Si potrebbe continuare in direzione Reggio Emilia per il tipico erbazzone (torta salata di spinaci); Piacenza per i tortelloni e Modena per zampone.
A Parma, tappa obbligatoria all’insegna del culatello di Zibello, tortelli con le erbette e, naturalmente, prosciutto crudo.
Seguono Piacenza, con i "pisarei e fasoi" (gnocchi in miniatura con fagioli) e Ferrara con le burricche (tipo di agnolotto).
Ad unificare il tutto, la piadina (squisita focaccia molto sottile fatta con acqua, farina e sale) da mangiare da sola, con affettati e formaggi o imbottita.
Altro fiore all’occhiello della regione: il vino. Dal Gutturnio, frutto dei Colli piacentini, al Trebbiano, passando per Lambrusco, Barbera, Sauvignon e Sangiovese.
E, per chiudere in dolcezza l’escursione, via libera a panspeziale, amaretti di San Geminiano, torta nera (a base di cioccolato e mandorle amare) e lupini (pallottole di pasta dolce).